domenica 6 gennaio 2013

Considerazioni libere (330): a proposito di conservare...

Ha ragione Monti, lo ammetto: sono un conservatore. Ecco un elenco - assolutamente incompleto - di cose che voglio "conservare". L'ordine è rigorosamente casuale.
L'antifascismo. I libri, in particolare quelli che si possono ancora sfogliare. L'idea di funzione pubblica. L'orologio fermo alle 10.25 della stazione di Bologna e la lapide di Milano che ricorda Pinelli "ucciso innocente". La legge Basaglia. La solidarietà per coloro che lottano per difendere e per conquistare libertà e diritti. L'uso corretto del congiuntivo e della punteggiatura. Lo Statuto dei lavoratori, così come è scritto, senza i recenti "miglioramenti". Le manifestazioni per la pace. Le biblioteche di pubblica lettura. La chiusura domenicale dei negozi (e i barbieri chiusi il lunedì). Gli asili nido comunali. Le piazze - quelle vere e quelle virtuali - in cui le persone possono incontrarsi e parlare. I pensieri lunghi di Enrico Berlinguer e la sua idea di austerità. Le spiagge libere. Lo scrivere con la penna su un foglio di carta. Il Primo maggio. La 194. La lotta di classe. La ricetta tradizionale dei tortellini. Pier Paolo Pasolini. L'euro. La laicità dello stato. I teatri pubblici. La Cgil. La tassazione progressiva. La scelta delle parole adatte per esprimere quello che si vuole dire. L'acqua pubblica. Il 25 aprile. Libera. La Costituzione, come l'hanno approvata nel '47 e quindi senza il pareggio di bilancio. La scuola pubblica. Una certa idea di socialismo.

1 commento:

  1. Questa volta sono meno d'accordo con te. Se non dimostreremo la capacità "creativa" di "attualizzare" almeno alcune delle voci che elenchi: lavoro, sindacato (con la sua esplosione in sigle e "colori"), lotta di classe (dove ormai il "padronato", quello vero ha assunto i contorni delle lobbies economico-finanziarie e di sfide quasi suicide con i mercati emergenti del BRIC), tanti bei principi tra quelli da te enunciati sono destinati a diventare o rimanere delle "chiese vuote". Non vi sono soluzioni pronte per l'uso ma credo si dovrà avete tutti maggior disponibilità a discutere e ad agire con il giusto distacco da tanti, a volte troppi Sancta Sanctorum, che con la loro mole possono distorcere la prospettiva con la quale osserviamo il mondo attorno a noi. Un mondo che cambia (non necessariamente in meglio, e certo non per noi) e che ci costringe a cambiare. In un quadro di questo tipo servono nuovi paradigmi culturali, sociali, politici ed è per questi che bisognerebbe lavorare. E su questo, credo, torniamo a pensarla allo stesso modo. Buon 2013! :-)

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