martedì 24 marzo 2020

Le storie di Adelaide (XIV)...

Giovanotto, non è la prima volta che la vedo girare qui intorno. Ha bisogno di qualcosa?
Il signor Kammerer interrompe il suo lavoro e affronta quel giovane che da circa un'ora passeggia nervosamente lungo quel tratto della Spiegalgasse. L'ha notato anche ieri e un paio di giorni prima. Tutte le volte cammina, si guarda intorno per un po' e se ne va, sembra deluso.
Tutto a posto. Sto aspettando un amico. È un artista anche lui, collaboriamo con il Cabaret Voltaire.
La notizia non impressiona il signor Kammerer come Hans spera. Anzi, sapere che quel giovane è un artista e per di più lavora con quelli là è un pessimo biglietto da visita. Sarà, comunque il Cabaret è un po' più giù. 
Proprio in quel momento Adelaide sta tornando, dopo aver consegnato un paio di scarpe fatte da Kammerer. Hans, che piacere. Buongiorno.
Buongiorno... signorina. Il giovane, sempre più nervoso, dà un colpo di tosse.
Hans adesso sente che lo sguardo di Kammerer diventa decisamente minaccioso. Lo conosci, Adelaide?
Sì. È venuto per un paio di scarpe? Ottima scelta: sono le migliori di Zurigo.
No, il signore non ha bisogno di scarpe, anche se le deve consumare per come passeggia su e giù. Mi stava appunto spiegando che aspetta un suo amico.
Un pittore anche lui? Adelaide sorride.
Sì, sì, un pittore, ma credo che ormai non verrà più. Adesso sarà meglio che vada anch'io. La saluto, signorina Adelaide. Buongiorno. Si rivolge al ciabattino. A presto. 
Addio. Il signor Kammerer lo osserva mentre si allontana.
Aspetti, Hans. La accompagno per un tratto.

Quando si sente al sicuro dal ciabattino, che intanto è rientrato in bottega, Hans si rivolge alla ragazza. Mi scusi, Adelaide, è stato un tentativo un po' sciocco di vederla. Mi ha detto di abitare nella via e così ho cercato di incontrarla.
Scusi il signor Kammerer. È il nostro padrone di casa e, come ha visto, è piuttosto scontroso con gli estranei. E anche protettivo. Mi fa piacere che ci siamo incontrati. 
Finalmente Hans ritrova il coraggio che ha dimostrato la prima volta che ha visto Adelaide. Nei prossimi giorni il mio amico Arp farà una mostra di suoi quadri. Le piacerebbe venirci?

La Galerie Dada al numero 19 della Bahnhofstrasse è semivuota. Qualche curioso. Un paio di artisti eccentrici. Hans conosce tutti. E tutti quelli che sono lì conoscono Hans e si chiedono chi sia quella ragazza. Hugo Ball è sicuro di averla già vista, ma non si ricorda dove.
Vede, questa opera si intitola "Secondo la legge del caso", è una delle più significative. Arp ama molto disegnare, lo fa di continuo. Un giorno ha strappato un foglio che aveva riempito di scarabocchi e, senza pensarci, ha gettato i pezzi sul pavimento. Quando ha guardato a terra si è accorto che quei frammenti si erano raggruppati in una perfetta, per quanto accidentale, armonia. Ha incollato quei pezzi esattamente come il caso aveva deciso di disporli per terra ed ecco questo quadro. La nuova scienza che sta studiando la mente degli uomini ha capito che la nostra ragione non è forse così infallibile come vorremmo credere. Per questo ad Arp, e anche a me, piacciono i disegni di quelli che vengono chiamati malati di mente, che conosciamo al Burghölzli, perché danno espressione a quel che sfugge a una coscienza lucida. 
Come i disegni dei bambini. Io insegno, l'ho fatto in Italia e tra poco comincerò anche qui. E mi piace far disegnare ai bambini, credo sia un modo per conoscerli.
Intanto un uomo si avvicina a loro, è giovane, più o meno loro coetaneo. Sorride di gioia. Ciao Hans, scommetto che stai parlando male dei miei quadri alla signorina. Piacere Hans Jean Arp, l'artista. E fa un inchino esagerato ad Adelaide.
Piacere, Adelaide Lechner.
Svizzera? Tedesca? Cittadina del mondo? A Zurigo tutti hanno cittadinanza, Specialmente in tempo di guerra. 
Sono italiana, ma mio padre è austriaco.
Io sono alsaziano, padre tedesco e madre francese. Davvero non avrei potuto partecipare a questa stupida guerra. E per questo mi piacciono i miei due nomi. ne sono orgoglioso, tanto più in questo tempo.
E comunque stia tranquillo, signor Arp: Hans stava parlando benissimo dei suoi quadri, con grande entusiasmo.
Se un giorno qualcuno scriverà qualcosa di buono su noi Dada quello sarà Hans. E poi, signorina, scoprire che è il caso che regola le nostre vite non è così brutto. Pensi cosa stanno facendo i razionalissimi re e presidenti che governano il mondo, con tutte le loro buone ragioni. All'uomo sembra proprio non riesca di spazzare via un ordine senza sostituirlo con un nuovo. Invece io penso che sia ora di rimuovere la disciplina e di lasciare tutto al caso.
Io penso che possa nascere un ordine nuovo, in cui le regole che valgono adesso saranno stravolte. Ma ce ne saranno nuove, finalmente più giuste.
Hans, la tua amica è una rivoluzionaria. Dove conoscere Sophie. Una sera usciremo tutti e quattro. Adesso devo lasciarvi, forse riesco a vendere un quadro a quel borghesuccio laggiù. 

Simpatico il suo amico. E così adesso abbiamo il motivo per un altro appuntamento e non dovrà neppure chiedere aiuto al signor Kammerer.

continua... 

per chi se le ha perse, ecco la "puntate precedenti"...

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