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martedì 17 febbraio 2015

da "Gli ultimi giorni dell'umanità" (atto I, scena I) di Karl Kraus

Primo reporter
Non è stato il fuoco di paglia di un'ebbrezza momentanea, né la chiassosa esplosione di un malsano isterismo di massa. Con autentica virilità Vienna accoglie la decisione gravida di destino. Lo sa come riassumerò l'atmosfera? L'atmosfera si può racchiudere nelle parole: ben lontano dall'arroganza e dalla debolezza. Ben lontani dall'arroganza e dalla debolezza, questa frase che abbiamo coniato per lo stato d'animo fondamentale di Vienna, non sarà mai ripetuta abbastanza. Ben lontani dall'arroganza e dalla debolezza! Allora, che mi dice?
Secondo reporter
Che vuole che le dica? Superbo.
Il primo
Ben lontani dall'arroganza e dalla debolezza. Migliaia eppoi migliaia di persone hanno oggi percorso le strade tenendosi a braccetto, ricchi e poveri, vecchi e giovani, umili e potenti. Ciascuno dimostrava col suo atteggiamento di essere pienamente consapevole della gravità dell'ora, ma anche fiero di sentir pulsare nel proprio corpo il battito dell'era gloriosa che ora s'inalba.
Una voce dalla folla
Vaffanculo
Il primo
Oggi Vienna ha terminato la sua giornata prima del solito. Oh, ma non dimentichiamoci di descrivere come la folla si è radunata davanti al Ministero della Guerra. Ma soprattutto non bisogna dimenticare di menzionare... indovini un po'?
Il secondo
Che non lo so? Non bisogna dimenticare di menzionare le centinaia eppoi centinaia di cittadini che si sono ammassati nella Fichtegasse davanti alla redazione della "Neue Freie Presse".
Il primo
Che testa sveglia! Così piace al capo. Ma perché centinaia eppoi centinaia? Quante storie! Dica subito migliaia eppoi migliaia, che gliene importa, già che si ammassano.
Il secondo
D'accordo. Ma non la si potrà prendere per una dimostrazione ostile, per il fatto che il giornale domenica scorsa, quando era già cominciata l'era gloriosa, portava ancora tanti annunci di massaggiatrici?
Il primo
In un momento così grande una considerazione tanto piccina è fuor di luogo. [...] E poi hanno lanciato dei fragorosi evviva...
Il secondo 
Evviva eppoi evviva...
Il primo
...all'indirizzo dell'Austria, della Germania e della "Neue Freie Presse". In quest'ordie, che non era proprio lusinghiero per noi, ma comunque era un bel gesto da parte della folla entusiasta. Per tutta la sera è rimasta, quando non era impegnata davanti al Ministero della Guerra o sul Ballplatz, stipata gomito a gomito nella Fichtegasse, dove si era ammassata.
Il secondo
Io mi chiedo sempre dove lo va a prendere, la gente, tutto questo tempo.

lunedì 28 luglio 2014

da "Gli ultimi giorni dell'umanità" (atto I, scena V) di Karl Kraus

Conte Leopold Franz Rudolf Ernest Vinzenz Innocenz Maria
L'ultimatum è stato superbo! Finalmente! Finalmente!
Barone Eduard Alois Josef Ottokar Ignazius Eusebius Maria
Foudroyant! Ma per un pelo l'avrebbero accettato.
Conte
Mi avrebbe fatto venire una rabbia di quelle! Per fortuna avevamo quei due piccoli punti, la nostra inchiesta su territorio serbo e così... be', questa poi non l'hanno digerita. ora possono incolpare solo se stessi, i serbi.
Barone
Se ci si pensa bene - per quei due piccoli punti - per una simile quisquilia è scoppiata la guerra mondiale! Da morire dal ridere, a pensarci.
Conte
Ma non potevamo rinunciare a esigerli, quei due punti. Perché si sono incaponiti, i serbi, a non accettare quei due piccoli punti?
Barone
Be', era evidente fin dall'inizio che non li avrebbero accettati.
Conte
E questo noi già lo sapevamo. Eh, Poldi Berchtold è qualcuno, non c'è nulla da fare, e nella buona società sono tutti d'accordo. E' enorme! Ti dico... un'esaltazione! Finalmente, finalmente! Non era proprio più sopportabile. A ogni passo eri handicappato. Ora sarà un'altra vita! Quest'inverno, appena finita la guerra, mi faccio la Riviera.
[...]
Barone
E quando credi che ci sarà la pace?
Conte
Tra due settimane, al masismo tre, credo.
[...]
Barone
Sei sempre stato un ottimista da matti.
Conte
E va bene, allora quando?
Barone
Prima di due o tre mesi non se ne parla. Vedrai. Se tutto va bene, fra due. Ma deve andare tutto molto bene, caro mio!
Conte
No, ma allora, scusa, voglio dire... sarebbe una noia mortale. Ah sarebbe proprio charmant! No, non funzionerebbe, se non altro per il problema alimentare. Be', non crederai mica che quest'affare delle restrizioni alimentari potrà durare? Perfino da Demel coinciano già con la storia che bisogna tener duro... ah, charmant come situazione... già ci si restringe come si può, ma a lungo andare... E' ridicolo, non è possibile! O credi davvero?
Barone
Tu lo sai come la penso. Il paese non mi dà nessun affidamento. In fin dei conti, non siamo dei crucchi, anche se siamo costretti a metterci... Soltanto ieri parlavo con Putzo Wurmbrand, sai quello che sta con la Maritschl Palffy, è il braccio destro di Krobatin, dunque un patriota coi fiocchi - be', quando si comincia una guerra difensiva, dice lui - sai quello ci si incaponisce proprio, con la guerra difensiva...
Conte
Ma scusa - perché, non si tratta forse di una guerra difensiva? E piantala, sei proprio un arcidisfattista! E lo stato di necessità, te lo sei dimenticato, lo stato di necessità in cui ci trovavamo, e che siamo stati soi disant costretti a colpire per primi per via del prestigio e quindi - un momento, abbi pazienza... scusa, hai dimentica l'accerchiamento? Solo ieri parlavo con Fipsi Schaffgotsch, sai, quello che ha sposato uan Beligard, un po' scemo, tu lo conosci, ma tanto simpatico - dunque, che stavo dicendo... ah sì, dunque non siamo forse stati costretti a farci attaccare dai serbi a Temes-Kubin, per...?
Barone
Come?
Conte
Come? Vai, non fare il finto tonto... tu per primo sai benissimo che un attacco serbo a Temes-Kubin era necessario... voglio dire, dovevamo per forza colpire per primi...
[...]
Barone
Ma certo, e chi ha detto niente? Lo sai bene che fin dal principio proprio io sono stato per la prova di forza, nota bene, purché sia l'ultima. Come la chiamano non me ne importa un fico. "Guerra dfensiva" mi suona quasi come se ci dovesse in un certo modo giustificare. La guerra è la guerra, dico io.
[...]
Barone
Senti, fuori oggi c'è un sole... una meraviglia!
Conte (apre una busta dell'agenzia stampa e legge)
Leopoli è ancora in mani nostre...
Barone 
Che altro vuoi!
Conte
Allora, Poldi Berchtold, capisci (mormorando le altre parole del dispaccio) ... rioccupata... oh Dio, sempre la stessa storia... agassant... roba da far venire la nausea (appallottola il dispaccio) ... che volevo dire... più considero la situazione... tutto sommato... oggi si potrebbe andare a cena fuori con la Steffi.

domenica 27 luglio 2014

da "Gli ultimi giorni dell'umanità" (atto I, scena IV) di Karl Kraus

Ottimista
E' ancora capace di negare? Non sente quest'entusiasmo? Non vede questo giubilo? Può sottrarvisi un cuore sensibile? Lei è l'unico. Crede che questo grande moto spirituale delle masse non porterà i suoi frutti, che questo magnifico preludio resterà senza seguito? Quelli che oggi esultano...
Criticone
... domani piangeranno.
Ottimista
Che importanza ha la sofferenza del singolo! Nessuna, come la sua vita. Finalmente lo sguardo dell'uomo si leva di nuovo in alto. Non si vive soltanto per il profilo materiale...
Criticone
... per le decorazioni.
Ottimista
Non si vive di solo pane.
Criticone
No, bisogna anche far la guerra, per non averlo.
Ottimista
Il pane ci sarà sempre! Ma noi ci nutriamo della speranza della vittoria finale, di cui non si può dubitare, e per raggiungerla...
Criticone
... moriremo prima di fame.
Ottimista
Che animo meschino! Come si vergognerà, un giorno! Non si richiuda in se stesso quando intorno c'è festa! Le porte dell'anima si sono spalancate. E in quest'anima, la memoria dei giorni in cui il paese ha preso parte, sia pure soltanto attraverso i bollettini quotidiani, alle gesta e alle sofferenze di un fronte glorioso...
Criticone
... non lascerà nemmeno una cicatrice.
Ottimista
I popoli impareranno dalla guerra...
Criticone
... a non dimenticare di farla in futuro.
Ottimista
La pallottola è partita, e all'umanità...
Criticone
... entrerà da un orecchio e uscirà dall'altro!