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sabato 3 dicembre 2011
"Il verde di tendenza" di Les Murray
Il denaro solo un mezzo ai nostri fini?
No. Noi siamo termini nella sua logica.
Il denaro è un alieno.
Senza lui, a milioni mangiano rifiuti.
Anche il denaro può morire di fame
ma così moriamo anche noi per lui,
e chi è il servitore allora?
Le sue forme più deboli sono in maschera sul retro:
ritratti a incisione a tinte tenui
di re, gente di successo, donne col berretto frigio,
signori della guerra che han messo sulle carte nuove nazioni -
ma il denaro non s’incontra mai nudo in giro.
Carte di credito, metallo, semplici numeri,
elettronici, in elenchi incolonnati
sono solo sue espressioni,
e noi siamo i genitali del denaro.
Più invisibile è il denaro,
più vasta e veloce la sua azione,
che ci baratta con i centri commerciali,
che ci riscrive come città e stile.
Se fossi re, quanto spesso
uscirei a testa e croce?
Solo una volta ogni due
davvero? Con tutte le mie teste tagliate?
Nei nostri sogni di veglia il denaro è sempre il protagonista,
ma nei nostri sogni del sonno
è strano e raro.
Come ha fatto il denaro a conquistare vita
lontano da poesia, ideologia, religione?
Non ha voluto le nostre anime.
sabato 8 ottobre 2011
"Pressione" di Les Murray

Un uomo con la faccia neutra
nella grande migrazione
stringe la valigia lucida
mentre sta in fila alla dogana:
Per cortesia (sì, lei) apra la valigia.
Magari non avrà capito.
Si spicci. La apra! Muoversi!
Guardare in giù con occhi assenti non migliorò le cose.
Ditegli di aprire la valigia!
Le lingue alle sue spalle facevano pressione.
Stringeva la sua borsa, ottusamente riluttante.
Ditegli di mettere la valigia sul bancone!
Scattarono lucchetti, lacci caddero a terra tagliati
e nella valigia non c’era niente.
giovedì 6 ottobre 2011
"Il significato dell'esistenza" di Les Murray

Ogni cosa tranne il linguaggio
conosce il significato dell’esistenza.
Gli alberi, i pianeti, i fiumi, il tempo
Non conoscono altro.
Lo esprimono,
momento per momento,
come universo.
Perfino questo stupido corpo
lo vive almeno in parte,
e vi avrebbe piena dignità,
non fosse per l’ignorante libertà
della mia mente parlante.
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