sabato 11 settembre 2010

Considerazioni libere (161): a proposito di colpevoli disattenzioni...

Tra il 30 luglio e il 3 agosto di quest'anno almeno 240 persone, donne e bambini, sono state violentate nel villaggio congolese di Luvungi, nella parte orientale del paese, da parte dei ribelli hutu ruandesi del Fronte democratico per la liberazione del Ruanda.
Non è una notizia. E' infatti l'ennesimo episodio del conflitto che, secondo diverse e autorevoli ong, ha fatto più vittime dai tempi della seconda guerra mondiale. Nel 1994, dopo la fine del genocidio ruandese operato dagli hutu, in cui sono morte 800mila persone, tra tutsi e hutu moderati, più di un milione di hutu si sono rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo, per sfuggire alla vendetta degli stessi tutsi; nel 1997 il governo ruandese ha lanciato un'offensiva contro i ribelli hutu rimasti nella regione orientale del Congo. Questa è, in estrema sintesi, la cronaca delle cosiddette prima e seconda guerra del Congo, a cui hanno partecipato numerosi paesi africani e in cui sono morte, secondo alcune stime internazionali, almeno sei milioni di persone.
Il 27 agosto è stata pubblicata una bozza di un rapporto dell'Alto commissariato dell'Onu sui diritti umani che cerca finalmente di individuare i responsabili di questo vero e proprio genocidio. Credo valga la pena riportare un passo del rapporto, per far capire a che livello di violenza sia arrivato quel conflitto.
L'uso estensivo di armi bianche (per lo più martelli) e i massacri sistematici di sopravvissuti dopo l'occupazione delle campagne dimostrano che molti decessi non sono imputabili alle circostanze della guerra. Le vittime sono soprattutto bambini, donne e persone anziane o malate.

In questo quadro di terribili violenze, in cui non mancati neppure casi di cannibalismo, non stupisce l'uso sistematico dello stupro, come è successo, ancora una volta a Luvungi, poco più di un mese fa. Stupisce il fatto che le truppe dell'Onu fossero a soli 20 chilometri da quel villaggio e non siano stati in grado di intervenire per prevenire o almeno per fermare quell'attacco a popolazione civile inerme. Le truppe Onu sul campo in questa occasione - ma è già successo molte volte in quella sfortunata regione - si sono comportate come le proverbiali tre scimmiette.
Non è mancata la ferma condanna dei funzionari delle Nazioni Unite che stanno a New York, ma non è stato fatto nulla, a parte le parole di circostanze. Anzi l'Onu si prepara a rendere più "diplomatico" il rapporto di cui ho parlato prima, che accusa in maniera circostanziata l'attuale presidente del Ruanda Paul Kagame e l'ex presidente del Congo Laurent Désiré Kabila, padre dell'attuale presidente. Inutile sottolineare ancora una volta i grandi interessi economici che ruotano attorno alle risorse economiche di quel paese, ma di questo ho già parlato in due mie precedenti "considerazioni" (la nr. 83 e la nr. 92, per la precisione).
Ancora una volta la guerra si accanisce sul corpo delle donne. E ancora una volta noi guardiamo dall'altra parte.

1 commento:

  1. Buongiorno Luca,
    a me non stupisce neanche il fatto che le truppe Onu si siano tenute a distanza.
    Anni fa qualcuno mi ha detto che la loro principale preoccupazione era quella di circolare con il Mercedes nuovo e quel qualcuno ne sa molto più di me. In quella occasione mi sono stupita, quando ho conferme come la tua non riesco a non indignarmi.
    Grazie di essertene occupato Luca, di questi fatti se ne parla troppo poco.
    Nadia

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